Maud Stevens Wagner
(ca. 1907)
The Plaza Gallery
Library of Congress, Washington D. C.
Stampa su carta Fedrigoni FSC Constellation Snow Tela di 280gr.
Cartoncino di supporto stampato + opuscolo in italiano, inglese e spagnolo.
Dimensione stampa: 30×40 cm
Dimensione opuscolo: 10,5×14,8 cm
Cornice non inclusa.
Maud Stevens Wagner non ha soltanto tatuato corpi: ha trasformato il proprio in un manifesto. Nei primi anni del Novecento, negli Stati Uniti dei circhi itineranti e dei sideshow, il corpo era spettacolo, merce e curiosità. In quel mondo costruito sullo sguardo — tu guardi, io vengo guardato — Maud entra prima come performer e poi come tatuatrice, diventando una delle prime donne tatuatrici professioniste documentate nel paese. Impara e pratica la tecnica dell’hand-poke, lenta e precisa, trasformando la pelle in archivio di immagini. La fotografia che la ritrae è diventata iconica: non mostra soltanto una donna tatuata, ma una donna che sostiene lo sguardo del pubblico e ne ribalta il gioco. In un’epoca in cui il corpo era spesso esposto come curiosità, Maud lo usa per affermare presenza, identità e autonomia.
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